giochiamo all'elastico?
Antonia! che caldo!
"L'amore non è quello che senti,
ma è una decisione della mente di prendersi cura di qualcuno o di qualcosa.
Non ha importanza quello che tu provi nel cuore.
Quello che è importante è ciò che decidi.
Tu non puoi innamorarti e disinnamorarti; tu devi prenderti cura.
Se non mi credi, osserva il Creatore,
osserva la Madre Terra che vi continua a dare nonostante ciò che gli fate.
Non confondere l'amore con la passione e il desiderio.
Questo è il tempo di prendersi cura."
Robert John Knapp (Tribù Seneca)
Il Decreto Sicurezza alla fine ha trasformato in realtà le tanto discusse ronde.
Un Governo che taglia la polizia rimpiazzandola con soldati e squadroni di volontari che non vedono l'ora di stringere un po' di potere fra le mani dovrebbe cominciare a creare un po' di inquietudine generale.
Conoscete la Guardia Nazionale Italiana (GNI)?
La Guardia Nazionale Italiana è un Ente non governativo di volontariato il quale a differenza della Guardia Nazionale Padana (braccio operativo della Lega Nord, che nasce ed opera in chiave secessionista e quindi contro la Costituzione della Repubblica, l'ordine costituito, la sicurezza pubblica e lo Stato); si adopera al fine della salvaguardia dell'integrità Nazionale e per la Sicurezza dello Stato, della Costituzione e del Popolo Italiano. (Sito GNI)
Come si legge dal loro portale la GNI è in attesa di diventare operativa con la pubblicazione del Decreto Legge Governativo sulla Gazzetta ufficiale.
La G.N.I. cerca veri Italiani Nazionalisti e Patrioti, gente che sappia portare degnamente e con orgoglio l'uniforme, e per tutto ciò che essa rappresenta servire la nostra terra ed il popolo Italiano, con regolare mandato e in piena legalità. Cercate un'occupazione stabile e con un brillante futuro ? Achtung! Gli abiti da lavoro non sono gratuiti.
Per magia spariscono i gay dal sito delle Pari Opportunità
Un blogger scopre che da qualche giorno sono stati tolti tutti i riferimenti alle discriminazioni contro gay, lesbiche e transgender dal sito delle Pari Opportunità. Silenzio dal ministro Carfagna.
L'elenco dei gruppi particolarmente soggetti a discriminazioni è lungo, e insieme a disabili, donne, immigrati e religiosi c'erano anche gay, lesbiche e transgender. Oggi da quella lista ancora in bella vista, le persone lgbt sono state letteralmente depennate. Non c'è più traccia, infatti, di un testo che spiegava per filo e per segno cosa era l'omofobia, perché gay e lesbiche subivano discriminazioni, e cosa avrebbe fatto il Ministero per porre fine a tutto questo. Oggi è possibile visionare quel testo solo grazie ad una foto di quella pagina ormai inesistente pubblicata dallo stesso blogger.
Sono naif in odore di vintage, ma il blog è molto meglio di facebook!
Auguro un bel week end a tutti voi che passate di qua. Quant'è bella la primavera!
” Fai qualcosa di laico”. E' lo slogan dei valdesi per chiedervi l'8 per mille alle prossime dichiarazioni dei redditi. Di quel che devolverete in questo modo niente andrà al sostentamento del clero o della chiesa, tutto andrà ai progetti concreti e rintracciabili, il 30% dei quali in paesi in via di sviluppo ed il 70% in Italia.
” Fai qualcosa di laico” campeggia sullo sfondo di una foto che ritrae una giovane ricercatrice che lavora con provette e altre strumentazioni in un laboratorio di ricerca. “E’ un incoraggiamento alla libertà della ricerca scientifica - dice a “Economy” la Moderatora Maria Bonafede - ed infatti nel 2008 abbiamo deciso di raddoppiare da 50 a 100 mila euro il contributo ai due progetti di ricerca sulle cellule staminali che già sostenevamo, e precisamente quello dell’Università statale di Milano (su cellule embrionali) e quello dell’Università S. Orsola di Bologna (su cellule adulte).”
Senza i valdesi quelle due università averebbero già da tempo chiuso i propri laboratori perché lo stato non allunga un centesimo. Neanche per la ricerca sulle staminali adulte.
Sono puliti, sono bravi e hanno bisogno di te: insomma : ” Fai qualcosa di laico”!

"Care amiche, mentre dormiamo, immaginiamo di fare un giro per il mondo per vedere quanto esso sia poco giusto nei nostri confronti. Appena si viene a sapere che siamo omosessuali veniamo subito guardate come fenomeni da baraccone; le nostre care consorelle, quelle che grazie all’anello nuziale si presentano come le vere donne, storcono decisamente il naso quando sanno che una donna è omosessuale; nei nostri riguardi udiamo di solito espressioni molto brutte, e per finire, gli uomini immaginano sempre di poter avere la meglio su una donna come noi. Certo, ci sono anche molte donne omosessuali che portano la fede al dito, le quali, il più delle volte, non ancora consapevoli della loro tendenza, si sposano troppo presto, per poi scoprire quanto sia stato sbagliato lanciarsi nel matrimonio. Se, in seguito, una di queste donne sposate metterà a conoscenza il marito della sua inclinazione sessuale, il matrimonio sarà rovinato, le gioie della vita verranno schiacciate. E così gli infelici saranno due. Conosco centinaia di questi matrimoni falliti in cui la moglie è omosessuale e deperisce psichicamente e fisicamente. In tali casi il matrimonio diviene una prigione per entrambe le parti. Allo stesso tempo non ci si vuole separare poiché una donna separata nella maggior parte dei casi passa per poco virtuosa dal punto di vista della morale; e così, più d’una donna omosessuale sopporta il giogo del matrimonio in silenzio." Una donna felicemente sposata con prole ieri mi ha detto che in realtà è lesbica. Costei potrebbe condividere punto per punto quanto scritto sopra, che venne però pubblicato il 31 luglio 1929 da Helene Stock nella rivista "die Freundin" . La rivista, nata nel 1924 durante la repubblica di Weimar, era molto diffusa e nel 1929 era diventata settimanale. In seguito venne chiusa dal nazismo e le sue collaboratrici vennero perseguitate.
Luca era gay e adesso è Moira Orfei.
Davvero toccante rileggere ora, dopo la tragedia in Abruzzo, le parole di Saviano nel libro "Gomorra". Aprite a pagina 236 e leggete:
Io so e ho le prove. So come è stata costruita mezz'Italia. E più di mezza. Conosco le mani, le dita, i progetti. E la sabbia. La sabbia che ha tirato su palazzi e grattacieli. Quartieri, parchi, ville. A Castelvolturno nessuno dimentica le file infinite dei camion che depredavano il Volturno della sua sabbia. Camion in fila, che attraversavano le terre costeggiate da contadini che mai avevano visto questi mammut di ferro e gomma. Erano riusciti a rimanere, a resistere senza emigrare e sotto i loro occhi gli portavano via tutto. Ora quella sabbia è nelle pareti dei condomini abruzzesi, nei palazzi di Varese, Asiago, Genova.
Indovinate da chi è stato costruito il nuovo ospedale dell'Aquila venuto giù come fosse di cartapesta?
Impregilo! Si, sempre lei.
La stessa che ha causato l'emergenza rifiuti a Napoli.
La stessa che è riuscita a incrementare esponenazialmente le spese per i lavori della TAV con i quali ha causato danni ambientali enormi. (Vedi: Video delle Iene)
La stessa che lavora sulla Salerno-Reggio Calabria e proprio in questi giorni ha chiesto e ottenuto un prolungamento della consegna dei lavori di altri tre anni, ottenendo ovviamente altri fondi.
La stessa che ha vinto l'appalto per la costruzione del Ponte di Messina.
La stessa che dovrà costruire sul nostro territorio le centrali nucleari.
La stessa i cui vertici sono stati indagati a tutto spiano.
E' l'Impregilo che ha costruito l'ospedale San Salvatore dell'Aquila caduto come se fosse di cartapesta.
E’ l’ IMPREGILO che ha realizzato sia in Italia che all’estero importanti e moderni complessi ospedalieri che vengono di seguito dettagliati.
In Italia
• Ospedale di Lecco: 137.000 m2, 500.000 m3, 950 posti letto, 21 camere operatorie.
• Istituto Oncologico Europeo di Milano, struttura specialistica all’avanguardia per la diagnosi e cura dei tumori: 29.000 m2, 90.000 m3, 210 posti letto, 7 camere operatorie.
• Ospedale di Modena: 230.000 m2, 445.000 m3, 800 posti letto, 12 camere operatorie.
• Ospedale di Careggi, specialistico per la diagnosi e cura delle infezioni da HIV.
• Ospedale di Poggibonsi: 12.000 m2, 175.000 m3, 200 posti letto.
• Ospedale di Viareggio: 80.000 m2, 600 posti letto.
• Ospedale Destra Secchia: 28.000 m2, 450 posti letto.
Inoltre, ospedali a L’Aquila, Cerignola e Menaggio e ancora e ancora....
Bella la tua sinistra! mi dice oggi una collega
Quelli sono sinistri, non di sinistra; rispondo io.
La Giornata internazionale della scarpa lesbica, celebrata annualmente, è stata fondata sei anni fa in Svizzera con questa semplice e buffa idea: appendete un paio di scarpe fuori della finestra ogni 4 marzo per segnalare la vostra presenza lesbica e il vostro orgoglio lesbico. L'iniziativa, che si è diffusa in tutto il mondo, richiede tre "steps": 1. Tirate fuori dallo sgabuzzino le vostre scarpe lesbiche; 2. Appendetele visibilmente fuori della vostra finestra; 3. Fate una foto e mandatela alla Shoe Day Photo Gallery. Per maggiori informazioni su questa ricorrenza: http://shoe.org/shoeday/ L'organizzazione fornisce anche una cartolina per segnalare e ricordare l'evento, con lo slogan "Get your shoes out of the closet!", scaricabile 
(ASCA) - Udine, 4 mar - ''Civil action'' della famiglia Englaro nei confronti delle ''decine di persone'' che hanno diffamato o calunniato. ''Chi ha chiamato papa' Beppino omicida o assassino rispondera' in
tribunale'', fa sapere dalle pagine del giornale friulano ''Il Messagero veneto'' Massimiliano Campeis, uno degli avvocati che assieme al padre Giuseppe tutela gli interessi della famiglia Englaro. Campeis ha spiegato che si tratta di un'azione risarcitoria in stile americano, che coinvolgera' ''decine di persone''. ''Tutti i soldi che riceveremo per i danni subiti dal signor Englaro e dal primario Amato De Monte saranno trasferiti all'associazione 'Per Eluana', che sta per nascere''. Al setaggio degli avvocati non solo i giornali, ma anche gli interventi sul web in forma anonima.
Gaffe di Berlusconi con Sarkozy: «Io ti ho dato la tua donna»
Il premier italiano ridicolizzato dalla Tv francese Canal +, che svela la sua gaffe, l'ennesima, con il Presidente francese Sarkozy. Durante la conferenza stampa del vertice italo-francese su nucleare e altre forme di collaborazione, Berlusconi si avvicina a Sarkozy e sussurra la frase: «Io ti ho dato la tua donna...».
Dopo la pesante allusione all'italianità di madame Carla Bruni segue qualche secondo di imbarazzo per il Presidente francese che poi si riprende e, dopo aver detto «non sono sicuro di dover ripetere», continua a parlare. Ma la tv francese ha interpretato il labiale del premier italiano a cui ha dedicato l'apertura della sua trasmissione serale "Le Grand Journal" assegnando a Berlusconi l'«Oscar della Volgarità» con tanto di proclamazione in diretta.
Dal mese prossimo le lesbiche inglesi che hanno avuto un figlio con la fecondazione assistita potranno iscrivere sul certificato di nascita entrambi i nomi delle madri. Entra in vigore il 6 aprile 2009 la legge Human Fertilisation and Embryology Act" del 2008, che lo consente. La seconda madre ha gli stessi obblighi e diritti legali della madre biologica.
Sono abituata a prendere botte guardando la televisione, ma ieri sera guardando il festival di San Remo qualcuno mi ha dato una carezza. Inaspettata, stupefacente. Grazie Benigni.
Sabato a Roma alle 14 c'è NO VAT. Io ci sarò.
Qui è una bellissima giornata, il sole splende ed il cielo è terso...sembra quasi primavera! L'aria è frizzantina e se ci si ferma su una panchina a crogiolare al sole e a stiracchiarsi come dei gatti, dopo poco bisogna togliersi giacca e felpa e si rimane in maniche di camicia a vedere il mondo a pallini gialli e verdi e azzurri. (non è vero niente, purtroppo. piove, piove, piove, non fa altro che piovere).
QUANDO I BAMBINI FANNO SOLDI...CHE MERAVIGLIA! POVIA E QUEI SOLDI MAI ARRIVATI IN DARFUR
Su «Io Donna» le accuse dell'ex discografico dice Angelo Carrara, storico titolare della casa discografica Target: "Quanto a Povia, che si era impegnato pubblicamente e versare «tutti gli incassi della canzone» arrivarono 35 mila euro che la Target versò - incalzata da chi aveva già avviato il progetto in Darfur - «quale anticipo in attesa dei rendiconti Siae".
'Io donna' nell'inchiesta svela tra l'altro come Povia non abbia onorato il suo impegno a fronte di 450 mila euro di proventi complessivamente maturati dalla canzone nel 2005. "L'iniziativa per il Darfur fu determinante per lanciare Povia" dice Carrara che ricorda come «nel 2006, l'anno dopo il botto della serata benefica, vinse il Festival anche perché i bambini avevano votato per lui. "Quando andava a cantare in giro, prima del concerto faceva sempre una visita ai bimbi negli ospedali".
Sono Harvey Milk, voglio reclutarvi tutti"
di Delia Vaccarello
"Se conosceranno almeno uno di noi non potranno dire che siamo malati": lo dice Harvey Milk. Lo dice spesso, nel film di Gus Van Sant. Intende: guardate diritto negli occhi chi ci offende. Vuole dire non vi nascondete, uscite dal buio. Perché farlo? Per "noi": "non è questione di carriera o di interesse personale, è questione di noi". Lo dice parlando a quello che sarà il suo assassino. Sean Penn nei panni di Milk è bravissimo. A provocare una commozione a tratti struggente è il suo sguardo. L'attore ha la dolcezza, la pazienza, la dignità di una persona ferita che non si ferma mai. Non cede. Il suo sguardo non cede. Anche quando l'assassino, l'ex consigliere White, qualche attimo prima di sparargli gli chiederà di seguirlo nella sua stanza negli occhi di Sean Penn ci sono la pazienza, l'infinita pazienza, e la precisione, e la correttezza che occorre avere con coloro che sono animati da una carica omofobica. Vogliono la provocazione, la rissa, la guerra. Ma Harvey Milk sa che la sua battaglia non può abbassare la guardia della dignità. Quando al telefono lo raggiungono ragazzi di provincia offesi e disperati per gli attacchi di una campagna omofobica che vede l'alleanza tra le canzonette e certa politica (E' la California del 1978 ma quanto somiglia all'Italia di oggi) e che suggestiona i loro genitori, lui risponde: non lo fare, non ti suicidare, non credere a chi ti dice che sei malato, prendi un biglietto, vieni a lottare per la libertà. "Voglio reclutare ciascuno di voi", dice fin dal primo comizio improvvisato su una cassetta di legno per contenere il sapone. Lo ripete quando la folla dinanzi a lui è sempre più grande e aggiunge: "Per quanto possano picconare, nessuno di quei bigotti là fuori potrà cancellare le parole di libertà che fanno grande l'America". In ballo c'è la proposition 6: un referendum per togliere il lavoro agli insegnanti omosex. Attenzione: in anteprima mondiale il film è stato proiettato in California qualche giorno prima dell'elezioni presidenziali, quando c'era in ballo un'altra proposition, la 8, per abrogare le nozze gay. Il referendum ha battuto le nozze gay, ma il procuratore generale lo ha "disinnescato" perché non si possono, nel paese della uguaglianza, togliere diritti fondamentali ad alcuni cittadini. Ma la battaglia ideologica in America, come in Italia, ha toni non lontani da quelli dell'epoca di Milk. Le richieste del movimento gay sono viste come un attacco alla famiglia, laddove la lotta è tesa alla conquista della libertà, del "noi", di tutti. Certo a far la differenza tra ieri e oggi, è proprio la statura di Milk, che riesce a essere dopo tre sconfitte il primo politico dichiarato gay eletto. Quanti ce ne vorrebbero come lui? Il film è assolutamente un "must" (distribuito in Italia dalla BIM , nelle sale dal 23 gennaio, ieri proiettato in anteprima a Milano) per questa sua attualità che fa riflettere ciascuno di noi sul senso delle battaglie civili e su una idea di politica ben diversa dalla collusione con gli affari. "In politica non serve vincere, ma dire: eccomi, io ci sono", dice Milk. "Io ci sono", contro il suicidio di tanti gay che non ce la fanno. Uno dei suoi ex compagni tentò il suicidio e poi, guardate un po', fondò a New York la prima libreria omosex. Che strana oscillazione. E' vero che la vita di un essere cui le leggi non restituiscono dignità può essere distrutta facilmente. Ma è altrettanto vero che, se risorge, sa guardare lontano, sa fare grandi cose. E' sul confine tra vita e morte che si leva la grande opera di Milk. Harvey Milk dice a 40 anni: non sono ancora fiero di aver fatto qualcosa nella vita. A 48 muore come eroe di una politica che è passione per la libertà di tutti, amore per le vite degli ultimi. Come una specie di laico san Francesco animato da amore sacro per la libertà e i diritti civili. Smette la vita da economista a New York, riprende a vivere da hippie, per la libertà. Si spoglia di tutto Harvey, e sarà spogliato della vita. La sua vicenda ha una carica simbolica trascinante. Il film forse non è in grado di restituirla tutta, forse è troppo lungo, forse raccoglie dettagli che non fanno storia. Ma sono la recitazione di Penn e la storia di Harvey a farlo volare altissimo. Una storia che è anche una promessa di amore infaticabile. Ti fa pensare: solo chi, dopo di lui, sarà animato da uno spirito simile, profondo ed efficace, non tradirà la sua lezione di vita. Una lezione di forza, di speranza, di nobiltà per ciascuno di noi. Una lezione che ci recluta tutti
"Carne putrefatta". "I gay e le lesbiche sono carne putrefatta" questo ha detto il prete durante l'omelia il 28 dicembre 2008 (due giorni fa). Ero andata alla messa per mia zia, morta tre anni fa. Una messa che avevo prenotato io, come regalo per il suo Natale. Ero molto legata a mia zia e lo sono ancora. Per esserci a messa siamo partite con la neve e con la febbre, io e mia moglie. La chiesa romana festeggiava la santa famiglia e l'omelia era tutta incentrata su quel che sta nelle mutande di una coppia come si deve, uomo e donna. Il prete di una settantina di anni era tutto impegnato a dimostrare come la famiglia d'esempio è quella di "gesù, giuseppe e maria" (quindi il padre deve essere putativo?) e per innalzare loro attaccava quelli della carne putrefatta, i gay e le lescbiche, i corrotti che vorrebbero contagiare il bene ed il buono. Ho passato una ventina di minuti a sentire insulti, prima immobile ed allibita poi fumante e scalpitante. Sono stata ferma per rispetto a mia zia. Alla fine della messa ho seguito il prete in sacrestia. Giuro che l'avrei riempito di botte. Ma non l'ho fatto. Con estrema calma gli ho detto due volte (visto che al termine della prima era rimasto con la bocca aperta a dire "ma come?"): "VEDE LEI FORSE E' TROPPO VECCHIO PER CAMBIARE, MA IO PREGHERO' PER LEI PERCHE' POSSA CAPIRE PRIMA DI MORIRE CHE L'AMORE E' AMORE ANCHE FRA DUE PERSONE DELLO STESSO SESSO. COMUNQUE LE AUGURO UN BUON ANNO NUOVO." E me ne sono andata calma e serena a brindare a mia zia, mentre lui con un filo di voce diceva "non è vero! è un'eresia!". Hahahaha! Sono Eretik-mik! (ma che fatica!)
Buon Natale a tutti Voi che passate di qua.
Una tazza di cioccolata con panna e una fetta di pandoro?
Ita missa est.
(la messa è davvero finita)
Grazie al Signor Englaro molti di noi hanno capito meglio che cos'è l'amore, che cos'è la dignità, che cos'è la fermezza, che cos'è la coerenza, che cos'è il rispetto. Possiamo essere grati al signor Englaro perchè ci ha dato una lezione di civiltà e di amore.
La sentenza sulla Diaz è una infinita vergogna nazionale.
Il problema non è che Berlusconi abbia invitato solo CISL e UIL e non la CGIL. Il problema è che CISL e UIL ci siano andate.
Piove, piove, piove! E' bella la pioggia, anche se mi sono bagnata dalla testa ai piedi tornando a casa
La pioggerellina che picchia argentina
sui tegoli vecchi
del tetto, sui bruscoli secchi
dell’orto, sul fico e sul moro
ornati di gèmmule d’oro?
Ciò canta, ciò dice:
e il cuor che l’ascolta è felice.
Ma si può avere in testa ben memorizzata dalle elementari 'sta roba qua? E poi che cavolo sono i "bruscoli secchi dell'orto" ?


REBUS 4+4+5
mikk70@hotmail.com
IL PAPA CONDANNA QUESTO BLOG
Però, grazie a Dio, io me ne frego
Ama e fa quello che vuoi: campagna per una cittadinanza del desiderio
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